_telefono (+39) 041422141
_fax (+39) 0415600200
_mail grbaldan@libero.it
_villa Moscheni via Riscossa n.5
_30034 Mira Venezia

Sede Upper House I nuoviprogetti VillaDafne VillaAltea VillaAurora VillaDanae Altre realizzazioni
 
 

 


L’ENERGIA SOLARE LA PRODURRÁ UN FILM
di Andrea di Stefano

Un metro quadrato di sole vale un barile di petrolio. Da qui bisogna partire per vincere la scommessa del futuro e i ricercatori europei, insieme ai vertici della Commissione, hanno scelto la Fiera del Fotovoltaico di Valencia per lanciare un vero e proprio appello. «In un barile di petrolio, pari a 159 litri di oro nero, sono contenuti 1,5 MW di energia.

Ogni metro quadrato della nostra terra riceve ogni giorno la stessa quantità di energia dal Sole-dice Daniel Lincot, direttore della ricerca al CNRS, il CNR francese - ma nonostante la crescita degli ultimi anni la nostra previsione è che nel 2020 il contributo dell’energia solare in Europa arriverà solo al 3% dell’energia globale con una copertura di non più di 1000 km quadrati complessivi. Per questo abbiamo preparato un appello internazionale per il sostegno della ricerca e dello sviluppo del fotovoltaico, nella convinzione che sia possibile fare molto di più coordinando le forze dei tanti soggetti che stanno lavorando per lo sviluppo dell’energia più sostenibile per il pianeta).

Per spingere la crescita del fotovoltaico si punta sui nuovi film sottili, amorfi, in telloruro di cadmio o di seleniuro di indio, che costano sensibilmente meno rispetto ai tradizionali pannelli a base di silicio e garantiscono un rendimento crescente. Ma molto resta ancora da fare nel campo della ricerca. La Germania leader mondiale con il 42% istallato e il 46% del generato, ha lanciato a Valencia la proposta di dare vita ad un’agenzia internazionale per le rinnovabili: Proponiamo ai partner europei di dar vita ad un’agenzia come l’Aie che possa lavorare con risorse almeno paragonabili a quelle che vengono destinate al nucleare, annuncia Hans Josef Fell deputato del parlamento tedesco.

Il 2007 si è chiuso con una crescita del mercato del 35,5% sul 2006, secondo l’Epia (l’associazione delle industrie del settore), sfiorando i 10GW di produzione che è stato ampiamente superato nei primi mesi di quest’anno. Per la prima volta l’Italia compare nella classifica dei primi 5 seppure con soli 100 Mw di installato e 50 Mw di energia prodotta, a fronte dei 1100 Mw della Germania ma anche dei 512 Mw della Spagna. Ora gli operatori italiani presenti a Valencia sperano che anche il nostro paese, che ha un potenziale almeno paragonabile a quello iberico, possa esplodere nei prossimi tre anni.

Nel padiglioni della Fiera era presente anche Sorgenia Solar, la divisione che produce pannelli del gruppo Sorgenia. Quest’ultimo è il primo operatore privato del mercato italiano dell’energia elettrica e del gas naturale, con più di 400.000 clienti in tutta Italia e impianti di generazione elettrica su tutto il territorio nazionale, e ha vinto il premio “Energia sostenibile” nel 2007.

La credibilità acquisita da Sorgenia, che ha avuto nel 2007 un fatturato di 1,9 miliardi di euro e un utile netto di 45,6 milioni, ha reso possibili una serie di alleanze strategiche con importanti gruppi internazionali, ad esempio attraverso la joint venture con Acea-Electrabel per l’acquisizione di Tirreno Power.

L’acquisizione di SFE (Societé Francaise d’Eoliennes), ha rappresentato per Sorgenia un passo decisivo nella crescita nel mercato europeo delle fonti rinnovabili. Tornando al panorama internazionale del solare, un punto fondamentale della ricerca è quella nel campo del film sottile: il materiale semiconduttore viene depositato su supporti a basso costo, come il vetro, il metallo e la plastica, utilizzando diverse tecnologie come lo spalmamento e la spruzzatura. Tra i vantaggi c’è la possibilità di essere integrato meglio sulle superfici, In particolare sugli esterni degli edifici, con una maggiore capillarità e un migliore impatto visivo.

L’italiana Renergies che a parte del gruppo Unendo Energia, insieme al dipartimento di Fisica dell’università di Camerino, sta lavorando sul fotovoltaico cristallino a film sottile:«Potremo arrivare a un’efficienza del 35% del totale dell’energia che arriva convertito in elettricità contro l’attuale 20», spiega il presidente, Stefano Leoperdi. «In tre anni la tecnologia arriverà sul mercato».

La ricerca punta a ridurre la dipendenza dal silicio, elemento il cui processo di produzione richiede tempi lunghi e un bilancio energetico consistente. Nel prossimo bien¬nio il numero di aziende che producono silicio crescerà, è vero, portando ad una diminuzione del prezzo, ma la ricerca serve per ridurre la dipendenza dalle aziende produttrici straniere e portare il fotovoltaico a livelli più maturi.