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L’ENERGIA SOLARE LA PRODURRÁ UN FILM
di Andrea di Stefano
Un metro quadrato di sole vale un barile di petrolio. Da qui bisogna partire
per vincere la scommessa del futuro e i ricercatori europei, insieme ai vertici
della Commissione, hanno scelto la Fiera del Fotovoltaico di Valencia per
lanciare un vero e proprio appello. «In un barile di petrolio, pari
a 159 litri di oro nero, sono contenuti 1,5 MW di energia.
Ogni metro quadrato della nostra terra riceve ogni giorno la stessa quantità
di energia dal Sole-dice Daniel Lincot, direttore della ricerca al CNRS, il
CNR francese - ma nonostante la crescita degli ultimi anni la nostra previsione
è che nel 2020 il contributo dell’energia solare in Europa arriverà
solo al 3% dell’energia globale con una copertura di non più
di 1000 km quadrati complessivi. Per questo abbiamo preparato un appello internazionale
per il sostegno della ricerca e dello sviluppo del fotovoltaico, nella convinzione
che sia possibile fare molto di più coordinando le forze dei tanti
soggetti che stanno lavorando per lo sviluppo dell’energia più
sostenibile per il pianeta).
Per spingere la crescita del fotovoltaico si punta sui nuovi film sottili,
amorfi, in telloruro di cadmio o di seleniuro di indio, che costano sensibilmente
meno rispetto ai tradizionali pannelli a base di silicio e garantiscono un
rendimento crescente. Ma molto resta ancora da fare nel campo della ricerca.
La Germania leader mondiale con il 42% istallato e il 46% del generato, ha
lanciato a Valencia la proposta di dare vita ad un’agenzia internazionale
per le rinnovabili: Proponiamo ai partner europei di dar vita ad un’agenzia
come l’Aie che possa lavorare con risorse almeno paragonabili a quelle
che vengono destinate al nucleare, annuncia Hans Josef Fell deputato del parlamento
tedesco.
Il 2007 si è chiuso con una crescita del mercato del 35,5% sul 2006,
secondo l’Epia (l’associazione delle industrie del settore), sfiorando
i 10GW di produzione che è stato ampiamente superato nei primi mesi
di quest’anno. Per la prima volta l’Italia compare nella classifica
dei primi 5 seppure con soli 100 Mw di installato e 50 Mw di energia prodotta,
a fronte dei 1100 Mw della Germania ma anche dei 512 Mw della Spagna. Ora
gli operatori italiani presenti a Valencia sperano che anche il nostro paese,
che ha un potenziale almeno paragonabile a quello iberico, possa esplodere
nei prossimi tre anni.
Nel padiglioni della Fiera era presente anche Sorgenia Solar, la divisione
che produce pannelli del gruppo Sorgenia. Quest’ultimo è il primo
operatore privato del mercato italiano dell’energia elettrica e del
gas naturale, con più di 400.000 clienti in tutta Italia e impianti
di generazione elettrica su tutto il territorio nazionale, e ha vinto il premio
“Energia sostenibile” nel 2007.
La credibilità acquisita da Sorgenia, che ha avuto nel 2007 un fatturato
di 1,9 miliardi di euro e un utile netto di 45,6 milioni, ha reso possibili
una serie di alleanze strategiche con importanti gruppi internazionali, ad
esempio attraverso la joint venture con Acea-Electrabel per l’acquisizione
di Tirreno Power.
L’acquisizione di SFE (Societé Francaise d’Eoliennes),
ha rappresentato per Sorgenia un passo decisivo nella crescita nel mercato
europeo delle fonti rinnovabili. Tornando al panorama internazionale del solare,
un punto fondamentale della ricerca è quella nel campo del film sottile:
il materiale semiconduttore viene depositato su supporti a basso costo, come
il vetro, il metallo e la plastica, utilizzando diverse tecnologie come lo
spalmamento e la spruzzatura. Tra i vantaggi c’è la possibilità
di essere integrato meglio sulle superfici, In particolare sugli esterni degli
edifici, con una maggiore capillarità e un migliore impatto visivo.
L’italiana Renergies che a parte del gruppo Unendo Energia, insieme
al dipartimento di Fisica dell’università di Camerino, sta lavorando
sul fotovoltaico cristallino a film sottile:«Potremo arrivare a un’efficienza
del 35% del totale dell’energia che arriva convertito in elettricità
contro l’attuale 20», spiega il presidente, Stefano Leoperdi.
«In tre anni la tecnologia arriverà sul mercato».
La ricerca punta a ridurre la dipendenza dal silicio, elemento il cui processo
di produzione richiede tempi lunghi e un bilancio energetico consistente.
Nel prossimo bien¬nio il numero di aziende che producono silicio crescerà,
è vero, portando ad una diminuzione del prezzo, ma la ricerca serve
per ridurre la dipendenza dalle aziende produttrici straniere e portare il
fotovoltaico a livelli più maturi.